Il "fumo passivo" (passive smoke o second hand smoke) è quello che viene inalato involontariamente dalle persone che vivono a contatto con uno o più fumatori attivi ed è il principale inquinante degli ambienti chiusi, questi in Italia sono oltre quindici milioni, pari al 26,5% della popolazione.
Tra essi, oltre quattro milioni sono bambini: più precisamente, un milione 577mila di loro hanno meno di quattro anni (il 10,4% di tutti i fumatori passivi), e due milioni 612mila hanno da sei a quattordici anni (il 17,2%) . Un fumatore passivo su quattro (27,6%) ha meno di 14 anni; quindi circa la metà dei bambini italiani da zero a quattordici anni convive con almeno un fumatore . I danni dell'esposizione al fumo passivo dei bambini sono ormai documentati da molti autorevoli studi: l'abitudine al fumo dei genitori rappresenta un fattore di rischio ambientale tra i più importanti per i soggetti predisposti, cioè soprattutto bambini affetti da patologie allergiche e respiratorie.
Le persone sottoposti a fumo passivo sono soggetti ad una serie di disturbi, tra cui:
· irritazione e lacrimazione degli occhi (soprattutto per chi porta le lenti a contatto), mal di testa, tosse, irritazione della mucosa nasale e della gola, nausea.
· Uno studio sull'esposizione al fumo passivo nell'ambiente lavorativo, ha mostrato una significativa riduzione di alcuni parametri respiratori in fumatori passivi, riduzione comparabile a quella di fumatori leggeri (1-10 sigarette al giorno).
· Ogni anno negli USA circa 3000 non fumatori muoiano per tumore polmonare a causa del fumo passivo. Almeno una trentina di studi epidemiologici hanno dimostrato che l'ambiente domestico è a forte rischio, mettendo in evidenza la maggiore frequenza di tumori polmonari in donne non fumatrici sposate a fumatori rispetto a donne il cui coniuge non fuma.
· Recenti studi suggeriscono che i fumatori involontari corrano maggiori rischi anche di malattie cardiovascolari e di tumori in sedi diverse dal polmone.
· Aggravamento di patologie preesistenti come angina pectoris, asma, bronchite cronica ed allergie.
Dove sono le prove?
Oggi è possibile dimostrare direttamente la presenza di composti cancerogeni nei non fumatori esposti al fumo altrui: ad esempio, nitrosamine, amine aromatiche e benzopirene. Ecco alcuni degli studi più interessanti apparsi negli ultimi anni:
· In una serie di bambini americani di età compresa fra 2 e 5 anni, è stata accertata la presenza di composti cancerogeni (idrocarburi policiclici aromatici) nel sangue, in rapporto diretto con il numero di sigarette fumate in casa dalla madre o da altre persone (Journal of the National Cancer Institute, 1994);
· già dopo una modesta esposizione al fumo passivo (un'ora e mezza, quanto basta per respirare il fumo di sei sigarette), nelle urine di non fumatori si possono trovare livelli significativi di un composto cancerogeno per il polmone (New England Journal of Medicine, 1993);
usando i livelli di nicotina urinaria per verificare i livelli di esposizione al fumo passivo in 500 bambini di età compresa fra 1 e 5 anni, ricercatori greci hanno dimostrato che i bambini esposti avevano un'incidenza tripla di malattie respiratorie rispetto ai bambini non esposti (Lancet, 1995).
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