LA MISURAZIONE DINAMICA DELLA PRESSIONE ARTERIOSA
Dr. Stefano Rapino
L’ipertensione arteriosa rappresenta, come è ormai ampiamente noto, un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie del cuore e della circolazione, con possibili danni diffusi ai così detti “organi nobili”: il cuore, il cervello, i reni, gli occhi.
Il controllo periodico della pressione arteriosa (PA) è raccomandabile a partire dall’età di 30-35 anni, ma anche prima in caso di familiarità per ipertensione o in caso di malattie renali, endocrine o cardiache insorte nell’infanzia o in età giovanile.
Lo strumento utilizzato per il controllo della PA è lo sfigmomanometro, che attraverso il rilevamento dell’onda di pressione (onda sfigmica) su una arteria della piega del gomito o del polso ci indica i valori espressi in millimetri di mercurio.
Oltre al tradizionale sfigmomanometro a colonnina di mercurio oggi si utilizzano diffusamente quelli elettronici, utili per l’automisurazione domiciliare e per quella dinamica delle 24 ore.
Come ormai ben sappiamo i valori della PA sono condizionati da molteplici variabili tra cui:
Tutte queste variabili rendono a volte difficile stabilire il reale stato pressorio e quindi la necessità di una terapia antiipertensiva e i relativi dosaggi.
Per questi motivi si è diffusa la misurazione prolungata con relativa registrazione dei valori pressori nell’arco delle 24 ore. La metodica è definita come “Monitoraggio Dinamico della PA” o “Monitoraggio Ambulatoriale” o impropriamente Holter della PA.
I vantaggi delle molteplici misurazioni della PA nell’arco delle 24 ore sono essenzialmente i seguenti:
Gli studi clinici su grandi casistiche hanno dimostrato che la misurazione delle 24 ore permette una migliore valutazione del rischio cardiovascolare ed una migliore stratificazione prognostica sia nei pazienti in terapia antiipertensiva sia in quelli non trattati.
Molto importante è la valutazione del calo dei valori di PA durante la notte, fisiologicamente si ha una riduzione di almeno il 10% dei valori notturni rispetto a quelli diurni, il mancato calo notturno costituisce un segno prognostico negativo.
Lo strumento elettronico ci fornisce inoltre il numero dei battiti del cuore contati al momento della misurazione della PA e ciò costituisce un ulteriore informazione sullo stato del nostro apparato cardiovascolare.
Naturalmente come con ogni sistema elettronico si possono avere dei dati inattendibili per una non perfetta applicazione del manicotto sul braccio o per la presenza di disturbi del ritmo cardiaco (fibrillazione atriale, extrasistoli frequenti) che rendono la misurazione imprecisa.
Il numero delle misurazioni valide deve costituire almeno il 70% del totale per rendere l’esame attendibile.
Dopo questa premessa si possono allora elencare le giuste indicazioni alla misurazione dinamica della PA, indicazioni sancite anche dalle Società Scientifiche Cardiologiche che consigliano l’esame in caso di:
Pertanto questa metodica ci consente di migliorare la diagnosi sullo stato pressorio della persona, di ottimizzare la terapia, di trattare persone solo apparentemente normotese, di precisare il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari.
L’esame deve comunque essere considerato sempre aggiuntivo e non sostitutivo della misurazione frequente della PA effettuata presso il medico curante, in farmacia o il proprio domicilio.
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