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Infarto: Prevenzione Morte Cardiaca Improvvisa

L'importanza sociale della prevenzione della morte cardiaca improvvisa (MC) scaturisce soprattutto dalle seguenti constatazioni:
1) i due terzi delle morti dovute a infarto cardiaco avvengono fuori dell'ospedale e quasi una metà di queste morti sono improvvise e inattese e si verificano entro due ore dall'inizio dei sintomi;
2) la popolazione che va incontro alla MCI è in prevalenza seguita ambulatorialmente essendo costituita da soggetti la maggior parte dei quali con cardiopatia ischemica manifesta in fase di compenso stabile e la minor parte senza segni clinici di malattie cardiache;
3) i pazienti con cardiopatia ischemica accertata e con fattori di alto rischio coronarico hanno maggiori possibilità di morire improvvisamente;
4) la mortalità ospedaliera dei pazienti con infarto acuto del miocardio trattati nelle prime due ore dall'inizio dei sintomi è notevolmente più bassa di quella dei pazienti che hanno ricevuto cure due ore dopo la comparsa del dolore toracico.

La prevenzione dell'infarto cardiaco muoversi verso tre differenti direttive.

La prima è quella di cercare di abbreviare il ritardo del soccorso medico. Tale ritardo riconosce varie cause tra le quali sono annoverate il modo stesso di manifestarsi della malattia, che all'inizio può essere anche asintomatica (angina o infarto 'silente'), la riluttanza del paziente o degli astanti a chiamare il medico per sottovalutazione della gravità dell'attacco, la difficoltà dei trasporti per il traffico o per le distanze che impediscono al medico di raggiungere il malato o al malato di raggiungere l'ospedale.

La seconda direttiva è quella di creare servizi mobili di soccorso medico specializzato e stazioni fisse di emergenza per la diagnosi, il monitoraggio e la rapida normalizzazione delle aritmie cardiache.

La terza direttiva, la più importante e che certamente darà i migliori frutti, deve essere volta alla selezione dei pazienti ad alto rischio di MCI e alla conseguente applicazione in questa popolazione selezionata di misure preventive. Tale direttiva ha come premessa un'intensificazione e una larga diffusione degli studi dei meccanismi fisiopatologici e delle caratteristiche nosografiche della MCI. Lo sforzo maggiore deve essere fatto per l'identificazione dei soggetti a elevato rischio coronarico fra i quali devono essere considerati altamente predisposti alla MCI quelli con extrasistolia ventricolare; il sistema di elettrocardiografia dinamica secondo Holter costituisce ancora uno dei mezzi più validi per l'identificazione di quest'ultimo gruppo di cardiopatici. Devono in particolare essere sottoposti al monitoraggio elettrocardiografico con il sistema Holter i pazienti con pregresso infarto del miocardio, con diagnosi sospetta di infarto, con angina soprattutto instabile con aritmie cardiache.

La prevenzione della morte cardiaca improvvisa richiede notevoli sforzi che non devono essere rivolti soltanto allo studio dei meccanismi eziopatogenetici e fisiopatologici, ma anche all'educazione del pubblico, all'educazione professionale, alla realizzazione di metodologie per il soccorso immediato del paziente.

 

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