I rumori provenienti dalle strutture cardiache in movimento, e le vibrazioni del sangue che le attraversa, danno origine a suoni abbastanza forti da venire trasmessi alla parete toracica ed essere udibili attraverso lo stetoscopio, posato sulla parete del torace in punti prestabiliti, detti focolai di auscultazione, in corrispondenza delle quattro valvole cardiache (mitrale, tricuspide, polmonare e aorta).
Un rumore breve e secco è detto tono cardiaco (di solito se ne apprezzano due: uno provocato dalla chiusura delle valvole tra atri e ventricoli e uno dalla chiusura delle valvole tra ventricoli e arterie); un suono più prolungato e frusciante è definito soffio cardiaco. In alcune condizioni, non necessariamente patologiche, il medico avverte tra un tono e l'altro un rumore anomalo, un suono aggiunto ai due toni di base sempre presenti, che è il risultato delle vibrazioni prodotte dal flusso sanguigno quando è turbolento: è stato chiamato soffio per le sue caratteristiche "musicali"; si percepisce, infatti, come un fruscio, più o meno lieve, simile a quello del vento che si insinua in una fessura o dell'aria che passa tra le labbra socchiuse quando vogliamo spegnere una candela "soffiandoci" sopra.
MODALITÀ DI INSORGENZA
Si tratta di un rilievo che può essere del tutto innocente, oppure risultare dal passaggio del sangue attraverso strutture cardiache alterate.Un soffio cardiaco può comparire quando è alta la velocità di scorrimento, quando il sangue passa attraverso un restringimento (per esempio di una valvola), o attraverso un punto in cui il calibro della struttura varia bruscamente (dilatazione di un'arteria), o ancora quando il sangue è più fluido.
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