Il Pectus Excavatum è una malformazione del torace caratterizzata da un affossamento dello sterno a causa dell'alterato sviluppo delle cartilagini costali (sinonimi: torace ad imbuto, torace del ciabattino). La malformazione, oltre al danno estetico, determina in molti pazienti dispnea (affanno) anche dopo attività fisica di grado moderato: ciò è dovuto alla compressione dello sterno sul cuore,che impedisce ai polmoni di riempirsi di aria in modo corretto.
L’intervento chirurgico utilizzato fino a poco tempo fa per la correzione di tale difetto era molto invasivo e consisteva nell'asportazione delle cartilagini deformate per rimodellare lo sterno, con una cicatrice antiestetica ed un post-operatorio molto lungo e rischioso.
Oggi invece è possibile correggere il Pectus Excavatum con una tecnica innovativa detta “Sternoplastica miniinvasiva”, introdotta dal chirurgo americano Donald Nuss.
L'intervento si esegue in videotoracoscopia (introducendo una sonda a fibre ottiche nel torace) ed in anestesia generale. Attraverso due piccole incisioni laterali e sotto controllo videolaparoscopico viene posizionata all’interno del torace una barra in acciaio appositamente modellata che, ruotata di 180° e facendo perno sulle coste, spinge lo sterno in avanti. La degenza post-operatoria è mediamente di 5-6 giorni. La barra metallica rimarrà in sede per circa 2 anni e dopo la sua rimozione lo sterno resterà nella posizione corretta. Con questa tecnica si evitano cicatrici visibili sullo sterno ed il risultato ottenuto è apprezzabile immediatamente dopo l’intervento chirurgico.
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| pre operatorio | post operatorio |
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