Le smagliature vanno considerate solo un difetto estetico, non una patologia.
Descritte per la prima volta da Roderer nel 1773, sono determinate dall'atrofia lineare riguardante lo strato dermico della cute sia nel sesso femminile che in quello maschile, con importanti ripercussioni psicologiche.
Si presentano come striature longitudinali costituite da cute atrofica di colorito roseo, localizzate più frequentemente a carico della zona laterale delle cosce e dell'addome. Il colore inizialmente è rossastro, in quanto prevale la componente infiammatoria; successivamente divengono biancastre e depresse al tatto (fase cicatriziale).
Le donne sono colpite due volte più degli uomini e le lesioni possono comparire a tutte le età, anche se i periodi più colpiti sono pubertà e gravidanza.
Nonostante i numerosi trattamenti proposti, i risultati della terapia non sono assolutamente soddisfacenti: laser, dermoabrasione e peeling possono solo attenuare le smagliature, non cancellarle. Applicazioni locali di cortisonici nelle fasi iniziali possono ridurre il progredire delle lesioni, sebbene la prevenzione sia da considerarsi la cosa più importante: è necessario evitare i rapidi aumenti di peso ed i dimagramenti veloci, mentre l'igiene alimentare, la giusta idratazione cutanea e l'attività sportiva costante costituiscono la migliore arma a nostra disposizione
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