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L'Anoressia Nervosa

L'Anoressia nervosa, come tutti i disturbi del comportamento alimentare ( bulimia nervosa, disturbi non altrimenti specificati), è una malattia di diffusione sempre più crescente nei paesi industrializzati.

E' una patologia complessa perché origina dall'interazione di diversi fattori: psicologici, genetici, biologici, sociali che si intrecciano a vicenda nella genesi e nella perpetuazione della malattia. Sono più colpite le ragazze in fase pre adolescenziale e adolescenziale, l'età media di comparsa del disturbo è 16-17 anni, anche se sono frequenti esordi a 10 o a 30 anni e caratteristica comune è che l'identificazione del proprio io e la stima di sé, coincidono in modo esasperato con l'immagine corporea.

La terapia nei confronti di questa subdola patologia è difficile e tutt'ora controversa, anche perché la comunicazione terapeutica rimane spesso difficile in quanto le pazienti non intendono collaborare con gli specialisti.
Non esiste una terapia farmacologica efficace né esiste un collaudato protocollo di intervento medico.
L'anoressia è una malattia mentale che sconvolge la psiche, provoca ripercussioni biologiche e fisiche dalla malnutrizione fino all'estrema emaciazione cachettica nel corpo in crescita di giovani ragazze.

IL DSM-IV, manuale americano di diagnosi delle malattie mentali, definisce nel seguente modo i più importanti criteri per riconoscere un quadro di anoressia :

La paziente aspira, ricerca e difende un peso corporeo inferiore al minimo normale per l'età e l'altezza. Mediamente presenta un indice di massa corporea uguale o inferiore a 17,5 ( si definisce Indice di Massa Corporea il numero conseguente alla divisione del peso del soggetto in kg per l'altezza al quadrato ; si ritiene normale un valore compreso tra 19 e 24); preoccupazione eccessiva per il peso e le forme corporee (soprattutto nelle sportive ove il successo è anche in funzione dei criteri di agilità, velocità e snellezza); persistente terrore di aumentare di peso o di ingrassare, pur essendo sottopeso; amenorrea, cioè assenza cronica del ciclo mestruale, nelle ragazze che hanno già avuto il menarca”.

Si riconoscono 2 sottotipi:

- Con restrizioni (non purging): la paziente mangia pochissimo senza presentare meccanismi compensatori(comportamenti purgativi, abbuffate) ;

- Con abbuffate e conseguenti condotte di eliminazione: vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o iperattività fisica come frequentare con maniacale precisione una palestra, eseguire quotidianamente footing, sottoporsi ad ore di cyclette (forme purging).

Le forme più comuni fino a 10-15 anni fa erano quelle restrittive; attualmente in prevalenza sono quelle bulimiche.
Oltre alle forme classiche di anoressia nervosa, si riscontrano numerose forme spurie ove molte ragazze presentano per brevi periodi atteggiamenti anoressici cui fanno seguito comportamenti bulimici.
Dall'esperienza clinica spesso le ragazze anoressiche sviluppano successivamente una bulimia conclamata .
Generalmente il disturbo comincia con un improvviso desiderio di perdere peso per adeguarsi ai canoni estetici della società, sia che la ragazza presenti un reale sovrappeso o meno, inizia quindi una DIETA FERREA copiata da un'amica o da un giornale senza supervisione di uno specialista.
Conosciamo queste scorciatoie per la magrezza (tipo : "La dieta lampo che farà perdere anche tre chili alla settimana ! ") spesso con l'aiuto di qualche intruglio di pilloline colorate dai nomi rassicuranti di tipo "Naturale".
Non è mai il disturbo bulimico che porta la ragazza alla dieta dimagrante, ma il contrario.
Una dieta restrittiva è ovviamente carente di micro e macronutrienti, sbilanciata per le reali necessità : vengono meno i presupposti per assicurare la corretta produzione di alcuni neurotrasmettitori cerebrali, molto probabilmente all'origine del problema anoressico o spesso all'origine delle abbuffate.

E' possibile riconoscere:

- fattori predisponenti
Ci troviamo di fronte ad un mosaico variegato e complesso : i fattori genetici, il sesso femminile e l'età, una personalità ossessiva; essere ambiziose e soggiacere al mito del successo, avere timore della sessualità e terrore di crescere, difficoltà ad accettare di diventare autonome; bisogno della stima e del consenso degli altri.
Tutti questi tratti della personalità trovano nell'ambiente scolastico o sportivo e più in generale nella società moderna, un terreno di enorme sviluppo.

- fattori scatenanti
Le complesse e talora dolorose vicende della vita possono far sbocciare il disturbo a lungo sopito : gli abbandoni, le devastanti delusioni amorose, le prime esperienze sessuali, le normali trasformazioni del corpo nel passaggio dalla pubertà alla giovinezza con conseguente aumento delle forme e del peso, le prime sensazioni di essere guardate dall'altro sesso..
Il desiderio di perdere peso e modificare, nascondere le proprie rotondità mal accettate appaiono alla fanciulla una strategia facile per sottrarsi alle nuove emozioni sopra accennate.
Il sogno di manipolare il peso e le forme corporee a piacimento, come purtroppo i messaggi pubblicitari fanno credere, diventa la priorità della loro vita, anche per conquistare autonomia e sicurezza dalla famiglia.

Iniziano le diete rigorose, spesso accompagnate da digiuno ed esasperata attività fisica per accelerare i risultati, che focalizzano gli interessi e l'attenzione esclusivamente sul peso, sui centimetri e sui pensieri del cibo.
Tutto ciò produce una fame incontrollabile che genera a sua volta crisi bulimiche che vengono vissute come drammi solitari, frustranti, devastanti per l'autostima.
Da qui la scoperta della scorciatoia suggerita o inventata : vomito auto indotto, uso di lassativi, attività fisica esasperata.

Un disturbo alimentare è un'utopica soluzione esteriore ad una inquietudine interiore”.

:: Terapia

L'esperienza clinica insegna che la strategia più efficace per la cura dell'anoressia è la TERAPIA-COGNITIVO COMPORTAMENTALE.

Trattandosi di una patologia complessa, la terapia sarà lunga (da uno a due anni con sedute settimanali), molto di più rispetto a quella necessaria per contenere e guarire la bulimia nervosa.

I capisaldi di quest'intervento sono :

  • Ristrutturazione cognitiva per creare nella paziente il dubbio che le sue convinzioni e strategie sono disfunzionali e irrazionali ; che le richieste sul peso e le forme del suo corpo sono in conflitto con la biologia e l'omeostasi del fisico verso il peso corporeo.
  • Automonitoraggio dei pasti, delle scelte alimentari attraverso l'uso di un diario per normalizzare quantitativamente e qualitativamente la dieta.
  • Correzione dei pensieri disfunzionali nei riguardi del cibo e del peso.
  • Coinvolgimento della famiglia nella terapia .
  • Spiegazione dei danni e dell'inutilità a lunga scadenza del digiuno e dei metodi compensatori.
  • Battaglia all'utilizzo delle diete che fanno aumentare il rischio delle abbuffate.
  • Incrementare abilità di ristrutturazione delle convinzioni, delle idee e degli obiettivi irrazionali.
  • Accettazione di un programma concorde e graduale per un lento ricupero del peso, fino al raggiungimento di un peso corporeo minimo da difendere nel tempo.
  • Accettazione delle ricadute attraverso la spiegazione della teoria della ruota di Prochaska.
  • Sviluppo del pensiero logico ostacolando la tendenza a catastrofizzare e il miglioramento dell'autostima.

La parte conclusiva della terapia sarà focalizzata sulla verifica di quanto appreso e prevenzione delle ricadute.

Appare chiaro quindi quanto la terapia dell'anoressia sia lunga e complessa .

Attualmente si ritiene che la terapia cognitivo-comportamentale sia il migliore approccio per questa patologia.

 

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