La vita moderna, frenetica e spesso stressante ci porta a commettere numerosi errori comportamentali riguardo lo stile di vita che determinano la diffusione di malattie cardiovascolari (la prima causa di morte nei paesi industrializzati ) e metaboliche. Abbiamo sempre meno tempo per curare il nostro corpo, la nostra persona, per vivere in ambienti sani e all'aperto, dedicandoci ad attività aerobiche e di movimento.
La vita sociale ci spinge a “mangiare di più ” per cui il regime alimentare diventa eccessivo (specie nei grassi) e sbilanciato, con conseguente incremento del peso. Obesità, ipercolesterolemia (aumento del colesterolo nel sangue),ipertensione, diabete, ipertrigliceridemia (aumento dei trigliceridi nel sangue), arteriosclerosi sono le malattie dell'uomo di oggi.
Il colesterolo viene sintetizzato essenzialmente nel fegato come metabolica intermedio di carboidrati, lipidi(grassi) e proteine.
L'ipercolesterolemia primaria è il risultato di anomalie genetiche, di una dieta ricca in grassi o di entrambe.
Un'elevata presenza di colesterolo nel sangue(ipercolesterolemia), al di sopra di 200mg/dl, è associata ad un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (CHD) ed il rischio tende ad aumentare quando i livelli crescono ancora fino a superare i 240mg/dl; per un aumento dell' 1 % di colesterolo, vi è nella popolazione un rischio maggiore del 2 % rispetto a soggetti normolipemici.
I lipidi o grassi, presenti negli alimenti, possono essere di origine animale (burro, strutto e lardo - contengono prevalentemente acidi grassi saturi responsabili del danno aterosclerotico) e vegetale ( olio di oliva, palma, mais, grano, di girasole, soia, arachidi - contengono quantità maggiori di acidi grassi insaturi fatta eccezione per gli oli tropicali come cocco e palma che sono altamente saturi). I grassi circolanti nel sangue sono : gli acidi grassi, il colesterolo, i trigliceridi e i fosfolipidi .
La maggior parte dei lipidi è trasportata nel sangue da speciali molecole proteiche che prendono il nome di lipoproteine classificate in base alla loro densità. Si distinguono pertanto :
Lipoproteine ad alta densità HDL. Trasportano il colesterolo dai diversi organi e tessuti al fegato svolgendo un'azione di rimozione dall'organismo. Per questo motivo il colesterolo HDL viene definito buono in quanto non danneggia le arterie
Lipoproteine a bassa densità LDL. Sono formate dal colesterolo più lesivo per le arterie. Cattivo, in quanto promuove la sua deposizione all'interno di esse favorendone la loro chiusura
Lipoproteine a bassissima densità VLDL. Sono costituite per il 60 % da trigliceridi
In passato le diete per i soggetti con dislipidemie, proibivano anche alimenti come carne rossa e insaccati perchè ricchi di grassi saturi; oggi grazie ai moderni metodi di allevamento che utilizzano mangimi equilibrati e bilanciati in nutrienti, questo tipo di alimenti possono essere inseriti in una dieta varia ed equilibrata perché non contengono più quantità notevoli di grassi saturi, ma al contrario grassi insaturi.
Il valore dei lipidi si modifica nel corso della vita:
Nell'uomo il Colesterolo totale e LDL aumenta progressivamente fino ai 50 anni, si stabilizza fino ai 70 per poi declinare
Nella donna il Colesterolo totale e LDL aumenta lentamente fino alla menopausa, momento in cui subisce un brusco incremento tanto da raggiungere i valori maschili.
Quando si parla di rischio cardiovascolare (ischemia cardiaca, ictus) si pensa solo al colesterolo, ma ciò è limitante perché esistono altri grassi, i trigliceridi, altrettanto pericolosi. Essi sono il carburante di riserva, in quanto costituiscono il materiale che si accumula nelle cellule adipose. L'alimentazione esagerata, squilibrata nei suoi componenti nutritivi, la sedentarietà a cui tutti, più o meno consapevolmente, siamo soggetti, il consumo eccessivo di alcool, il diabete, l'uso degli estrogeni e dei contraccettivi orali, porta all'eccesso di questi grassi nel sangue.
I trigligeridi aumentano nel sangue quando viene consumata abitualmente un'eccessiva quantità di zuccheri semplici, frutta, carboidrati e alcolici.
Attualmente è anacronistico parlare di ipercolesterolemia e di ipertrigliceridemia, anzichè badare al singolo valore alterato, è indispensabile guardare al profilo lipidico nel suo complesso.
Ma qual è il meccanismo attraverso il quale il colesterolo, invece di fluire liberamente nel sangue, si deposita nelle arterie creando un danno?
A tutt'oggi esistono unicamente delle ipotesi. Quando affermiamo che l'ipercolesterolemia facilita l'aterosclerosi facciamo riferimento ad una cascata di eventi che portano all'accumulo dei grassi, dei carboidrati nella parete interna dell'arteria, formando così la placca aterogena . Questa protrusione nell'interno del vaso è progressiva e tende ad ostacolare il fluire del sangue e quindi l'irrorazione dei tessuti creando turbolenze e mulinelli. Lo stress e l'azione nociva dell'ossido di carbonio delle sigarette producono un'aggressione chimica. Col tempo si ostruisce completamente il passaggio : si produce così l'infarto o l'ictus cerebrale.
La terapia delle dislipidemie va adeguatamente personalizzata stabilendo innanzitutto se si tratta di una forma familiare e/o alimentare, verificando le abitudini alimentari e lo stile di vita, facendo un'adeguata anamnesi familiare.
Stabilita l'origine del problema l'approccio potrà essere solo nutrizionale, attraverso un equilibrato piano alimentare e l'aiuto di integratori a base di omega3 (oli di pesce) o farmacologico e nutrizionale insieme con l'assunzione delle statine, farmaci largamente impiegati per la cura delle dislipidemie e per abbassare il rischio di reinfarto nei pazienti già infartuati.
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