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Le Nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche

:: Nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche

Impossibile è in questa sede descrivere tutte le tecniche diagnostiche e terapeutiche di cui si avvale la Medicina nel campo oculistico. Ci limiteremo ad accennarne solo alcune.

:: Ultrasuonografia.

Gli ultrasuoni hanno reso possibile la scoperta di alterazioni intraoculari non visibili clinicamente nei casi di opacizzazione della cornea, della camera anteriore o del cristallino, così come di processi patologici interessanti i vari tessuti endoorbitari. Questa tecnica consiste nell'emissione e propagazione di ultrasuoni attraverso i tessuti molli con conseguente riflessione differenziale delle onde da parte dei vari tessuti incontrati. Queste onde riflesse creano delle eco che vengono registrate su un oscilloscopio, come in un sistema radar o sonar, producendo quadri di aspetto vario a seconda dei singoli casi.

:: Angiografia retinica a fluorescenza (fluoroangiografia).

È una metodica semeiologica da decenni usata in Oftalmologia. Viene eseguita iniettando nella vena omerale, o in un'altra vena dell'avambraccio, una quantità di 5 cc di fluoresceina sodica al 20 % .
Taluni oculisti usano fluoresceina al 10 % . Inserendo particolari filtri a un retinigrafo si può evidenziare la fluoresceina nell'albero vascolare corioretinico o irideo.
Tutte le patologie retiniche o iridee che determinano un'aumentata permeabilità vascolare daranno origine a una fuoriuscita di colorante dai capillari determinando un'iperfluorescenza. All'opposto tutte le condizioni che maschereranno il colorante determineranno un'ipofluorescenza. Il suo impiego, attualmente diffusissimo, è esteso a tutta la patologia vascolare, degenerativa, neoplastica della retina e dell'uvea, sia essa anteriore sia posteriore.

:: Laser in oftalmologia.

Il laser, acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazioni) è usato in Oftalmologia fin dal 1968. Ne esistono vari tipi. Due sono i gruppi fondamentali:
1) i laser che trasformano l'energia radiante in energia termica (laser caldi);
2) i laser che trasformano l'energia radiante in energia meccanica (laser freddi).
I primi emettono basse quantità di energia (fino a 4 mmW) in un tempo relativamente lungo (decimi di secondo). Appartengono a questa categoria i fotocoagulatori al rubino, all'argo, al kripto, e il Dye-laser. Vengono usati nella terapia delle lesioni vascolari della retina, nella patologia neoplastica della retina e dell'uvea, come complemento nel distacco di retina, e ultimamente nel glaucoma ad angolo aperto.
I secondi emettono elevatissime quantità di energia (1013 W) in un tempo infinitesimale (pico- o nanosecondi). La cessione di elevate quantità di energia in tempi brevissimi non determina effetti termici, ma determina effetti esplosivi sul tessuto trattato.
Appartengono a questa categoria il Q-switched Ruby laser di Krasnov, i Neodimium YAG-laser di Fankauser e di Aaron-Rosa. Vengono adoperati nella chirurgia della cataratta secondaria, nel glaucoma ad angolo stretto o chiuso, nella chirurgia vitreale e nell'implantologia.

 

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