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Malattie dei seni paranasali

I seni paranasali partecipano con grande frequenza alle situazioni patologiche nasali, sia per immediata vicinanza, sia per occlusione delle vie comunicanti con il naso stesso. Quando si occlude un passaggio naso-sinusale il contenuto gassoso del seno interessato si riassorbe lentamente e si determina una depressurizzazione endosinusale; questa provoca spesso versamento sieroso e sintomatologia dolorosa. Questa patologia è più frequente per il seno frontale che comunica con il meato medio nasale attraverso un piccolo canale il quale si occlude più facilmente di tutti gli altri ostii. Quest'ultima considerazione spiega anche come nelle sinusiti il dolore in sede frontale sia il più frequente e possa sussistere e prevalere anche quando l'esame radiologico dimostra una localizzazione sinusitica mascellare. In questi casi l'infiammazione del seno mascellare può non occludere l'ostio mascellare e propagarsi invece al canale naso-frontale che, occludendosi, determina con il meccanismo ora descritto la sindrome detta 'vacuum sinus' (seno vuoto) con dolore frontale caratteristico senza chiare evidenze radiologiche.
La sinusite mascellare può avere assai spesso un'origine dentaria in quanto normalmente alcune radici dei denti superiori sporgono sotto la mucosa nel recesso inferiore dei seni mascellari. Il mezzo diagnostico fondamentale per accertare l'esistenza di un focolaio sinusitico è l'esame radiologico, che dovrebbe essere impiegato sistematicamente a ogni sospetto di malattia sinusale. La sinusite può essere talvolta molto dolorosa, ma vi sono casi assai numerosi in cui il dolore è del tutto assente. Sono frequenti le localizzazioni infiammatorie sinusitiche in seni diversi; si parla pertanto di sinusiti 'fronto-mascellari' ed 'etmoido-mascellari'; mentre si parla di 'emipansinusiti' se sono interessati tutti i seni di un lato; 'pansinusiti' se sono interessati tutti i seni dei due lati.

Le sinusiti acute tendono facilmente a cronicizzare poiché sotto trattamento antibiotico, mentre cessa ogni sintomatologia, rimangono dei depositi di materiali flogistici in qualche cellula o in qualche recesso; in tal modo si alimentano forme croniche che, sia pure in forma attenuata, sono forse oggi più frequenti di un tempo. Appunto in vista di questa situazione è necessario che la terapia delle sinusiti acute sia adeguatamente controllata nei suoi risultati. Di fronte a un risultato parziale bisogna procedere a lavaggi e medicazioni endocavitarie. Le sinusiti croniche più frequenti sono a sede etmoido-mascellare e assai spesso si accompagnano a formazioni polipose; mucosa iperplastica, depositi sierosi, caseosi e purulenti si possono formare all'interno delle cavità sinusali.

L'intervento chirurgico è la regola quando la sintomatologia infiammatoria determina qualche rischio o grave disagio per il paziente. L'abuso di vasocostrittori nasali è assai spesso responsabile della cronicizzazione delle sinusiti. È stata dimostrata la possibilità di impiego nasale di farmaci vasodilatatori, sia come preventivi sia come curativi nelle sinusiti croniche. Questi farmaci riattivando il circolo naso-sinusale favoriscono il drenaggio e la pervietà nasale che sono i fattori fondamentali dell'igiene delle vie aeree superiori e indirettamente anche delle vie aeree inferiori, onde si qualificano le sindromi seno-bronchiali.

 

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